Tanto durò l'attacco americano su Hiroshima.
Opera multimediale collettiva
Si tratta di un cortometraggio dal titolo 08:37, come il tempo che è durato il bombardamento su Hiroshima. L'idea è quella di mettere in relazione o, potremmo dire, in conflitto il Rumore e le immagini di violenza che ci circondano ogni giorno, per provare a superare l'assuefazione in cui siamo scivolati.
Nel maggio del 1984 John Cage tenne un concerto nella mia città, Ivrea, ed espresse un pensiero che da allora mi accompagna: «Ovunque siamo, ciò che sentiamo è principalmente Rumore. Se cerchiamo di ignorarlo, ci reca disturbo. Se cerchiamo di ascoltarlo, ne subiamo il fascino.»
Il corto ha nella violenza del Rumore il suo interprete principale. Dovrà provocare nello spettatore nausea e angoscia — la parola noise trae origine dalla parola nausea — ma con l'ambizione di suscitare in lui, in noi tutti, il desiderio di liberarsene, capendo che non è il film a provocarci un danno interiore, ma la violenza della realtà che esso racconta.
Abbiamo realizzato tre versioni del cortometraggio, partendo da una prima versione con la composizione di Krzysztof Penderecki, «Trenodia per le vittime di Hiroshima», fonte di ispirazione di tutto il lavoro. Le altre due sono state sonorizzate da Madaski (Africa Unite) e dal gruppo Cigno. Tutti hanno condiviso lo spirito del progetto.
Non siamo cineasti professionisti e non coltiviamo ambizioni personali in merito, siamo semplicemente persone con l'urgenza di comunicare un'idea. Non abbiamo alle spalle una casa di produzione né un budget, ci muoviamo in un regime di completa autoproduzione.
Ringraziamenti
Grazie a
per la musica Frank Thomas Madaski, Diego Cignitti e i CIGNO
per i titoli di coda Marco Cazzato
per il progetto grafico Luisa Romussi
Grazie anche a
alessandro mappa franzetti, matteo defe defeudis, robydisco, danda & rocco, natalia nat baybea, matteo braga braghin, marco peroni, lukasz penderecki, marco foresta, umberto palazzo, sara ezio filippo simone angela, marco dazzi, cristina elisa, anomalia roma.
Marco ringrazia Luca e Luca ringrazia Marco
L'accesso ai tre cortometraggi è protetto da una chiave